Mogucosplay.com · mogu

mogu

You are currently browsing articles tagged mogu.

25 dicembre

Ebbene oggi e Natale e sono in procinto di trascorrerlo con una tazza di thè, nell’ onsen più rinomato e al cospetto del monte più famoso del mondo.
Siamo nello shinkansen che da Hiroshima ci sta portando ad Hakone, un piccolo villaggio ai piedi del Fujiyama dove ci andremo a coccolare in un ryokan termale.
Matteo e Edo dormono, io e Nadia siamo al pc.
Il cielo sembra abbastanza limpido e dovrebbe dare la possibilità di avere un bellissimo panorama una volta arrivati. Speravo che  nevicasse dato che un’esperienza fantastica è stare nell’acqua termale mentre cade la neve che si scioglie ancor prima di cadere mentre tu sei lì in totale relax a goderti quel momento unico. Ma oggi c’è un sole fortissimo contro qualsiasi aspettativa di neve e gelo preannunciati dalle previsioni.

Ma torniamo un attimo indietro.
Il 23 non siamo riusciti ad assistere al saluto dell’imperatore, siamo arrivati troppo tardi, non abbiamo considerato la tempistica di arrivo tra la metro, il palazzo, l’enormità di persone e il tempo che bisogna attendere per il controllo (perché ovviamente passi dal metal detector prima di ritrovarti al cospetto del sommo padrone ;p ). A quel punto abbiamo deciso di ritornarci il 2 gennaio per gli auguri di inizio anno, la seconda data insieme al 23 dicembre che dà la possibilità di visitare gli interni del palazzo.
Per risollevare la giornata partita male (e io vado in crisi quando in una vacanza non riesco a fare quello che mi sono prefissata) Nadia e Matte decidono di portarmi a Shibuya da Hachiko.
Siamo stati tutto i giorno a girovagare, tra negozi, centri commerciali immensi, strade ultra illuminate e tantissime persone (il 23 per loro è festa come il nostro 25).
La sera grande Shabu-Shabu con All you can eat per 90 minuti (una specie di fonduta di carne e pagando una miseria come 10 euro puoi mangiare quello che vuoi per 90 minuti). Dopo la prima mezz’ora io e Nadia ci siamo arrese, gli altri due fino all’ultimo minuto hanno continuato ad ordinare =).

Il 24 è stata la giornata dedicata alla memoria. Ad Hiroshima abbiamo visitato il centro dove scoppiò la bomba atomica durante la seconda guerra mondiale. Siamo rimasti in silenzio per più di un’ora per tutta la visita del museo dove immagini davvero forti ti lasciavano senza parole. Alcuni edifici poi non sono stati ricostruiti e quindi si presentano distrutti in seguito all’esplosione, lasciati lì come testimonianza della pazzia di un uomo che deciso la devastazione di un popolo che ha avuto conseguenze per gli anni a venire.
Per riprenderci siamo andati di nuovo verso le strade stracolme di negozi dove tutti e 4 abbiamo cercato di comprare i regali per la mezzanotte nascondendosi per non farsi beccare dall’interessato del regalo.
Cena nel palazzo degli Okonomiyaki, 4 piani di ristorantini con il classico bancone fatto di piastra dove cucinano questa particolare frittata (se avete mai visto Kiss Me Licia mi riferisco a ciò che cucinava proprio Marrabbio per Andrea e Giuliano :p ). L’oko era buonissimo e il posto molto intimo e familiare, perfetto per il 24 sera ^^
Giunti i ’albergo a mezzanotte ci siamo scambiati i regalini in camera dei milanesi =) stranamente arredata a festa con le stecchette fosforescenti di vario colore (quelle che si spezzano e si illuminano (quelle che usano i pescatori di notte per intenderci).
Evviva l’originalità ;)

Sono proprio contenta.

22 dicembre

Appuntamento a Kanazawa con Nadia e Matteo.
Dopo aver salutato Yoko-san alla stazione di Kyoto tutti con gli occhi lucidi, abbiamo preso la JR diretta per la città dei Samurai.

Lo spettacolo dal finestrino era solo il preambolo.
Distese di neve bianca e soffice, i tetti tipicamente giapponesi ricoperti, fiumi congelati e colline.
Le strade di Kanazawa sono davvero magnifiche.
Non so chi concorderà con me che sono molto più suggestive di quelle di Kyoto.
I quartieri dei samurai e delle geishe sembravano essere fermi all’epoca Edo. Costruzioni di legno, tetti neri e la classica entrata con vestibolo dove lasciare le scarpe.
Il giardino e il castello sono in ristrutturazione ma anche dall’esterno facevano la loro figura con questa atmosfera invernale che credo renda tutto più surreale (come probabilmente accade anche con i ciliegi in fiore..).

Esperienza nuova e irripetibile in altri luoghi è stata nel negozio della “foglia d’oro”, dove lavorano lingotti fino a farli diventare sottilissimi quadrati utilizzati per le decorazioni di oggetti, pareti e soprattutto per thè, cibi e creme. Già, perché piccolissimi foglietti dorati vengono messi nel thè, mangiati insieme caramelle e torte e spalmati con delle lozioni sulla pelle. Ancora devo capirne l’effetto benefico.
Ma posso dire di aver mangiato oro!

Dopo 5 ore di Shinkansen siamo arrivati a Tokyo.
Mi sono sentita totalmente spaesata! Scesi alla fermata di Shinjuku c’erano centinaia di giapponesi che correvano ovunque, ragazzi che scherzavano, ragazze in divisa o col tacco a spillo pronte per uscire, mi sono ritrovata nella metropolitana più incasinata del mondo dove la paura di essere travolti è all’ordine del minuto (e Nadia per poco infatti non si ritrovava per terra..) La JR percorre in superficie tutta Tokyo quindi è stato possibile cominciare a vedere l’intorno dalle rotaie sopraelevate. Ma lo spettacolo inquietante è stato all’uscita della metro.
Non c’è un angolo di questa città che non sia illuminato.
All’una di notte non c’è un angolo di questo quartiere che non sia stracolmo di persone.
Non ho avuto l’impatto però che mi aspettavo, perché come ho detto già ho vissuto talmente tanto intensamente le mie immaginazioni che già sapevo cosa mi aspettasse varcata quella soglia.
Ho preso il mio primo ramen in un 7/11 preparato al momento e prima di andare in camera ci siamo fermati a giocare a baseball (simile al nostro bowling) e ti ritrovi insieme a ragazzi o uomini in giacca e cravatta appena usciti da lavoro a battere o a tirare contro il macchinario che ti passa la palla.

Domani 23 è il compleanno dell’Imperatore che dal palazzo fa il discorso alla nazione per ringraziare degli auguri e in questa giornata dà la possibilità di visitare l’interno della reggia, chiusa durante l’anno, oltre che all’immenso giardino esterno.

Buona notte ^^

21 dicembre

Arrivata sul futon stremata ma davvero tanto contenta.
Ho visto poco di Kyoto ma per ora va bene così, mi rifarò in futuro, ora ne sono certa.
Già, perché per qualche minuto scesa dall’aereo ho avuto il terrore che ciò che avrei visto non avrebbe per niente corrisposto le mie aspettative.

Appena abbiamo sorvolato le prime isole nei dintorni del sud del Giappone sono stata colta da tutte le immagini che avevo del Giappone e alla vista del Fujiyama sono caduta in un silenzio religioso durato dall’aeroporto di Narita fino a Kyoto.
Il paesaggio era esattamente come nel mio immaginario ma una volta con i piedi per terra non so cosa mi sia accaduto. Edo mi ha detto “tutto mi sarei aspettato da te, qualsiasi reazione, ma non il silenzio” e in effetti è stato strano. Ma riflettendoci no.
Forse è stato un anno in cui tutto quello che ho fatto non mi ha dato un attimo di riflessione e di silenzio. E invece quello era il momento adatto per riprendere, osservando, immaginando, sperando.. Per un istante ho anche pensato che non riuscivo ad emozionarmi per il semplice fatto di averlo sognato talmente tante volte quasi vivendo il mio sogno che era come se ci fossi già stata. Come se fosse tutto familiare ma al contempo una novità assoluta.

L’ospitalità della nostra famiglia supera tutto ciò che mi potevo aspettare. Un giorno e poco più e già mi sento affezionata e mi dispiace moltissimo andare già via domani. La gentilezza poi è davvero così comune qui che spesso mi sono sentita fuori luogo e molto imbarazzata. Dalle persone che per la strada vedendoci con la cartina in mano si fermavano per aiutarci, alle persone a cui chiedevamo aiuto che facevano di tutto per trovare un modo per indicarci la via anche se non ne sapevano assolutamente nulla.
Avevamo paura che la cioccolata di Gay-Odin e il parmigiano non fosse di gradimento come regalo da donare al nostro arrivo, e invece è stato un successo.
Persone squisite, divertenti e dolcissime al contempo.

Le lacrime sono arrivate la mattina quando ho cominciato a vedere esattamente ciò che volevo appena usciti di casa alla luce del giorno: abitazioni, edifici e strade esattamente come dovevano essere.
I templi colmi di una poesia unica dove la filosofia zen, seppur lontana dalla nostra cultura, ti entrava nelle vene e non potevi far altro che ammirare calandotici con tutto il corpo e la mente. Il sole di primissimo mattino in quei giardini poi creava un atmosfera quasi surreale. Brividi fin dietro la nuca per tutta la schiena, ma non per il freddo..
Non ci sono molte parole per descrivere quei momenti.
Concordo con chi mi ha detto che questo è un viaggio da interiorizzare, al ritorno non sei ancora in grado di spiegare ciò che hai visto e vissuto. E ora capisco il perché.

Vi lascio alle foto che seppur fatte con una macchinetta che pian piano mi sta abbandonando riescono un minimo a trasmettere ciò che ho appena detto.
Troverete anche la vestizione che io e Edo abbiamo deciso di fare a Gion.
Have fun ;)

(alcune foto per adesso sono solo dal cellulare su facebook, appena ho un altro po’ di tempo comincio a mettere quelle della macchina fotografica anche su flickr)

20 dicembre 2009 ore 12:20 - Hotel Resort Airport

Non siamo ancora arrivati a destinazione.

Dopo varie peripezie, ancora devo capire come sia possibile che a mezzanotte ci troviamo in un albergo ad Hong Kong mentre dovevamo essere in viaggio da Narita a Kyoto 15 ore fa..

Ebbene, per una volta questo ritardo non è assolutamente dovuto a me U_U

Partiamo dal principio: l’aereo Napoli-Londra (GT) non parte in orario perchè non può atterrare per via della neve. La situazione si sistema e partiamo già con 2 ore di ritardo, automaticamente la coincidenza organizzata dalla British Airways da Londra (HW) a Narita viene persa.

Arrivati lì per fortuna troviamo una hostes gentilissima che cerca i voli migliori diretti in Giappone e quello verso Hong Kong e poi il successivo per Narita sembrava essere il migliore.. se non fosse che anche questo aereo fa 4 ore di ritardo per partire! ( 3 delle quali le abbiamo passate in aereo senza poter uscire..e aggiungeteci le 11 di viaggio effettivo.. vi faccio immaginare le mie ginocchia quanto abbiano sofferto) quindi secondo aereo per Narita? PERSO!

Se non fosse stato per Edo che riesce a mantenere la calma appena vede che sto per dare di matto non so dove sarei ora..

Sa bene che se perdesse anche lui il controllo finirebbe male quindi armato di santa pazienza porta avanti i progetti anche quando non sono d’aiuto.

Ora ci ritroviamo ad Hong Kong dunque in attesa dell’aereo che ci porti finalmente a destinazione domattina.

Quindi il mio primo pianto in questo viaggio non è stato per commozione ma per stress, e il primo resoconto della prima giornata non è poetico come avrei voluto.

Ma non importa. Mamma se la ride perchè reputa tutto ciò esperienza che si accumola e che se anche perdiamo quasi 2 giorni di xKyoto (su 3) non c’è da disperare dato che è solo il primo di tanti viaggi in Giappone che farò nella mia vita.

Intanto la British che tanto abbiamo odiato ci sta trattando benissimo (con 300 $ spesi al ristorante :p stanza fantastica con divanetto, televisore da 30” piatto, teiera per il tea, bagno di marmo..) e sul mio passaporto si aggiunge la Cina che non era molto nei miei programmi futuri (oltre ad aver visto l’aeroporto migliore del mondo a detta dei sondaggi U_U).

Sono molto dispiaciuta però di cambiare i programmi e sopratutto creare così tanti problemi alla famiglia che ci ospita. Sarebbe stata un’esperienza davvero unica e 3 giorni erano anche pochi per viverla, ora avremo un giorno e mezzo in cui dovremmo conciliare la maggior parte delle cose da fare e vedere.

Mi chiedo cos’altro possa accadere dopo questo. Per adesso la vedo soltanto in discesa e nonostante tutto questa piccola variazione non è stata del tutto negativa.

Frasi di viaggio:

Edo alla vista del Mc ad Heatrow: Il mio stomaco ha fatto TA DAAAAN!

Edo all’uscita del bagno dopo le prime 6 ore di viaggio: Si è sentito l’Alleluja? (-_-’)

Inglese in bagno guardandomi : Oh *_* i love your hair! (XD)

Io e Edo in aereo: suahahah ahahahahaahahha (risate isteriche di circostanza ripiene di frasi senza senso)

Cinesina dei volantini: WOOO! You’re beautiful! (guardando sempre i miei capelli ad oggi non piu rosa ma fuksia XD)

Passando dall’aeroporto all’ hotel: Edo! guarda quelli li giù come sono gialli! Gà ma come sei razzista! No edo hanno le tute giallo fosforescenti XD

ore 8:20

Stiamo finalmente per prendere l’aereo per Tokyo!

mancano ormai 15 ore alla partenza e ancora non ho fatto la valigia e messo a punto altre cose per il viaggio, sono proprio incorregibile..

non starò qui a spiegare sentimenti, speranze e aspettative.

lascerò che l’emozione venga tutto ad un tratto quando scenderò da quell’aereo, il freddo mi entrerà nelle ossa e le mie orecchie non capiranno più parole e scritte.

mogu in japan

manca davvero poco..

sembro una pazza lo so, ma il conto alla rovescia mi sta uccidendo..

guardo il calendario e quei giorni sembrano talmente piccoli che ho la sensazione di partire domani..

e nel mentre in 11 giorni ho due cosegne all’università, salgo a roma, c’è la mostra cosplayer di claudio, si deve fare la valigia, concordare altre milioni di cose, cambiare i dindini in yen..
ma sopratutto
credere che veramente sto per fare questo viaggio..
perchè io penso di non essermene ancora resa conto..

Direi proprio che questo sia stato il mio anno.
Una serie di soddisfazioni una dopo l’altra, sorprese e novità.

Sembrava proprio che il karma stesse girando in un verso totalmente contrario da anni e anni ormai, che non prendesse la via giusta e che io dovessi pagare ancora qualcosa al mondo.

Poi qualcuno lassù si sarà accorto che qualche attimo prolungato di felicità potevo godermelo anche io, ed eccoci qui.

Non siamo ancora alla fine dell’anno, ma quanto tempo avrò tra qualche tempo di poter scrivere questo post prima di partire per l’isola che non c’è?

E’ stato l’anno della maturità sotto molti aspetti, e io alla fine del 2009 mi sento tranquilla.

Maturità perchè posso riuscire ad esser serena e a vedere la luce anche quando la situazione che si presenta è delle più buie,
maturità perchè ho chiuso un ciclo universitario e ne ho aperto un altro che mi catapulta automaticamente ad immaginare un prossimo futuro ormai non più lontano e impossibile,
maturità perchè il mio approccio verso le relazioni sopratutto dopo l’estate risulta più rilassato e coscensioso,
maturità perchè sto ottenendo quello che voglio rimanendo me stessa senza schiacciare chi mi sta intorno e mi vuole bene.

Non ho raggiunto il nirvana, le giornate che mi prendono male ci sono e ci saranno sempre, mi arrabbio come tutti, mi deprimo come tutti, mi esaspero, mi stresso come tutti, piango come una bambina e sbatto i piedi quando raggiungo il culmine e le forze mi abbandonano, vado nel panico e in crisi spesso e volentieri.. ma so poi di potercela fare.

Alla fine del 2009 ho raggiunto un buon numero di scopi che mi ero prefissata, dai più stupidi (tipo rimanere al di sotto dei 50 kg :p) ai più importanti (come laurearmi) e in questo clima di serenità riuscirò finalmente a coronare un sogno riposto nel casseto da tanto.

Un viaggio che inizia alla fine del 2009 e termina con l’inizio del 2010.
Un gioco di parole che racchiude in sè tutto lo zen =)
Un viaggio che racchiude in sè quello che sono e che battezzerà il nuovo anno e tutto quello che ne verrà.

E scrivendo mi commuovo a pensare a tutto questo, pensando ai vecchi rapporti, alle promesse non mantenute, ai desideri incompiuti e alle relazioni perse. Mi commuovo perchè mi sarebbe piaciuto condividere questi traguardi con chi non c’è, o con chi è più vicino e in realtà non sembra esserlo.
E mi commuovo perchè però questi traguardi li sto condividendo con delle persone speciali che con modi a volte dolcemente criptici e a volte fantasticamente espliciti dimostrano di avere fiducia in me e mi danno la voglia di fare cose che da sola sembrerebbero impossibili.

Un grazie a queste persone che ci sono, che ci sono state e non ci sono più, e che ci saranno.
A volte rendersi conto di quel che si ha invece di fare sempre troppo caso a quello che manca rende la vita sopportabile e piacevole.

Le foto che vedete fanno parte di un servizio iniziato anni fa.

Io e questo giornalista/fotografo ci conoscemmo al gamecon del 2006 e cominciammo a scattare foto, sia per il sito (vedi il set di chii, bloom il moguri, oppure la sezione modeling i primi 4 set) sia per un possibile servizio da fare sul cosplayer, ovvero “che fa un cosplayer quando non è in fiera?”, quindi ecco foto durante la realizzazione di un costume, oppure all’università e in contesti totalmenti “normali”.

Col tempo il concept è andato avanti evolvendosi e invece che focalizzarsi su un cosplayer come esempio l’attenzione si è rivolta a tutti i coslayer italiani durante le fiere, ma non durante la performance o durante le pose fotografiche ma durante la preparazione, le attese, le vittorie, la stanchezza, ecc ecc..
insomma, il lato “umano” ;)

le foto le trovo molto belle, rispetto a quelle iniziali che mi fece, direi che sono molto più mature.

Trovo un velo di tristezza che le accomuna (saranno i colori), ma mi piacciono molto e raccontano una storia, la storia di tutti i cosplayer.

Il servizio è terminato ed è stato appena venduto ad una rivista prossima alla pubblicazione. Ovviamente solo alcune foto verranno scelte dalla redazione. Aspettiamo.

enjoy

http://morellidop.viewbook.com/

Comicon 2009 the end

Intanto vi invito a vedere le foto di mariuccio che sono fenomenali e tenerissime ^_^

Comicon terminato
a breve un resoconto e le foto di Meer Campbell ^^

in progress


« Older entries § Newer entries »