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27 dicembre

Ho visto cose che voi non potete nemmeno immaginare, e se volete provarci moltiplicate per 100000000 le quantità e dividete per 100 il prezzo.
Dopo aver girovagato nel parco di Harajuku, visto qualche cosplayer sul ponte (di livello davvero infimo, han fotografato anche me per via dei capelli probabilmente XD) e apprezzato la perfezione delle gothic lolita (che non si volevano nemmeno far fotografare) siamo andati nella strada di Omotesando..
Negozi di ogni tipologia di vestiario e c’era da perderci la testa!
Mi sono letteralmente riempita gli occhi di immagini, ma sono andata via con le lacrime non essendo riuscita a comprare nulla. Non perché non potessi ma perché avrei comprato tutto! Dai vestitini e le salopett carucce-fighette, al punk londinese che qui va tanto di moda (ma costa davvero tanto, anche più di Camden Town, mentre il resto è economicissimo) ai vestitini gothic, a quelli lolita, alle scarpe di vario genere e accessori di tutti i tipi. Ogni tanto andavo nel panico perchè non sapevo dove guardare, dove entrare, salire, scendere.. Edo che si è improvvisato manager delle mie finanze a inizio viaggio addirittura mi invogliava a comprare perché il portafogli una volta tanto poteva essere aperto più e più volte.
Ma nulla. Non sono riuscita a comprar nulla!
Domani ad Akiabara probabilmente accadrà la stessa cosa e solo gli ultimi due giorni li dedicherò al prosciugamento della carta di credito riempita con tanto amore nell’anno passato. Almeno credo che avrò un’idea più precisa sul cosa prendere invece di darmi allo shopping compulsivo.

La mattina invece è stata dedicata al Museo Ghibli.
Una piccola poesia animata fatta di dolcezza e maestria di immagini. Consiglio davvero a chiunque di visitarlo, anche se non si conosce per niente Miyazaki.
Tutto a misura di bambino eppure apprezzabile solo da un occhio maturo.
Io lo adoro per questo.
Purtroppo le foto non erano ammesse ma credo che né le mie parole né qualche foto avrebbe potuto trasmettere quello che ho provato io nel passarci l’intera mattinata.

Mi accorgo di arrivare a sera talmente stanca da non riuscire a scrivere tutto quello che ho visto e pensato durante la giornata, soprattutto ci sarebbe da star qui a scrivere di tutte le cose divertenti che accadono e che si dicono tra me, nadia, matte e edo e a volte si raggiungono skleri davvero alti =) Vincono la top ten sicuramente le prese in giro ai giapponese quando decidono di parlare inglese modificando la parola: art book diventa arto bukko, big camera biccu camera, go straight go streito, left lefto, sweet swito, beer biru e così via. L’apoteosi è vedere le hostes dei treni che si inchinano per salutare il treno quando parte.

Prima di andare a cena siamo andati a Roppongi alla Tokyo Tower per goderci Tokyo da un altro punto di vista, ovvero a 300 metri d’altezza.
Apparte la torre che riprende senza successo la Tour Eiffel di Parigi, lo spettacolo è stato davvero bello. Hai una vista della città a 360° e di notte avvolta dall’oscurità ma gremita di luci acquista un significato tutto diverso.
Tokyo è davvero così caotica che vederla in silenzio da lissù sembra quasi surreale.
Offre così tante possibilità di vita contrastanti che ti senti totalmente spaesato.
Avendo visto diverse città nella prima settimana ormai non so più cosa sia realmente il Giappone.