A volte mi perdo nel vuoto, mentre studio, mentre guardo la tv, in metro, nel letto prima di dormire, mentre parlo con le persone, comincio a fissare un punto e penso, dio mio quanto penso. Il paragone che più si addice a cosa accade nella mia testa potrebbe essere questo quadro di Escher in cui possibilità, salite, discese, svolte, nonostante creino un percorso, questo rimane sempre confusionale e in fin dei conti senza meta.
Nel quadro sono tutti indaffarati, altri in attesa, altri in compagnia, altri soli, e non si trova un punto di incontro della stessa dimensione per tutti.
Metafora degli uomini, o metafora della vita di un uomo, ciò che rappresenta è comunque molto triste, anche perchè chi passa accanto una porta non può varcarla perchè dal suo punto di vista non è raggiungibile.
Mi viene spesso voglia di scrivere pagine e pagine di quello che penso e di quello che provo; una volta lo facevo, una volta era anche più facile parlare, ma questi stimoli sono calati e risolti con accettazioni e indifferenze.
Ci sono delle mancanze di base che non vengono mai colmate, qualcuno disse che sono un’enterna insoddisfatta, ma in realtà credo solo che non voglia accontentarmi, e non credo sia peccato volere di più, volere il bene e poi ancora il meglio.
E’ questo quello che cerco in tutto quel che faccio, amicizie, relazioni, hobby, studio. Ma questo modo d’essere mi rende anche molto lamentosa, pretenziosa, e bhè si, insoddisfatta perchè la sensazione è sempre quella di non essere mai arrivati e di non essere mai felici.
Tutti i miei sogni sono sempre molto idilliaci e per questo irrealizzabili per quante prove possa fare, poi si deve ritrovare la forza di ritentare. E io non me ne accorgo, ma lo faccio in continuazione, mando tutto all’aria, divento apatica, ma dopo poco sono di nuovo lì che mi batto per quello che voglio, a volte litigando, altre aspettando, altre abbracciando, e la gente non se ne rende conto perchè non sono mai gesti eclatanti ed espliciti. Un errore, certo, ma prima o poi qualcuno avrà l’occhio più acuto e il braccio più forte e una presa più salda.
Prima o poi.





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